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Teatro Regina Margherita

 

Costruito fra il 1870 e il 1880, il teatro di Racalmuto – 350 posti, due ordini di palchi, un loggione a ferro di cavallo, golfo mistico per l’orchestra e un ampio palcoscenico – nacque come simbolo di stato delle famiglie ricche del paese, che derivavano potere e benessere dalle locali miniere di zolfo e dal lavoro di coloro che vi penavano. La realizzazione dell’edificio fu deliberata il 19 dicembre 1870 e il progetto fu affidato all’architetto Dionisio Sciascia, allievo della scuola di Filippo Basile, al quale si deve il Massimo di Palermo, concepito nello stesso periodo. La costruzione sarebbe dovuta durare un paio d’anni: occorse invece un decennio. Ma il teatro, alla fine, risultò assai bello, nel giardino dell’ex monastero di Santa Chiara, anticipatore delle armonie del Massimo palermitano, impreziosito dagli stucchi di Giuseppe Carta (autore anche del sipario, che raffigura i Vespri siciliani), nonché dotato di dodici scenari dipinti dal pittore Giuseppe Cavallaro.

 

La riapertura del teatro Regina Margherita di Racalmuto ha restituito al piccolo paese in provincia di Agrigento, ma anche a tutta la Sicilia, un vero gioiello di arte e architettura che ricalca, seppure in scala minore, il più celebre teatro Massimo di Palermo. E con il Massimo, purtroppo, anche il teatro di Racalmuto ha condiviso il triste primato della lunga chiusura. L’esterno imponente, di stile classicheggiante, le decorazioni a fresco della volta interna in cui i mesi dell’anno fanno da contorno al Carro dell’aurora, il sipario, con la spettacolare rappresentazione pittorica della rivolta dei Vespri siciliani ne fanno un monumento degno della massima attenzione.

 

Alla riapertura, avvenuta il 14 febbraio del 2003 è stato nominato direttore artistico lo scrittore empedoclino, Andrea Camilleri.

 

Da qualche anno il regista teatrale Fabrizio Catalano è subentrato a Camilleri nel ruolo di direttore artistico.

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Racalmuto, riapre il teatro

È online il programma della stagione teatrale 2003/2004 del teatro Regina Margherita di Racalmuto, di cui Andrea Camilleri è direttore artistico. Fra i titoli in programma, venerdì 30 e sabato 31 gennaio 2004, La Signora Lèuca, libero adattamento di Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale della novella di Luigi Pirandello Pena di vivere così (con Ida Carrara, Pietro Montandon, Ileana Rigano; regia di Giuseppe Dipasquale).

Gran festa quasi pirandelliana per il Margherita
Dandini, Marchesini, Lodato, Burruano, Lo Giudice sotto lo sguardo di patron Camilleri

L’inaugurazione del teatro riaperto dopo 40 anni ma rimasto senza pubblico

La situazione l’ha praticamente fotografata Luigi Maria Burruano: «Il pubblico è fuori, morto dal freddo, e sul palco c’è questo idiota qui che ha l’arroganza di parlare alle poltrone vuote». E giù battute, una tira l’altra, AcquadiCielo chiama in ballo i «Pagliacci» e dirige un’orchestra, la «Franco Ferrara» di Palermo, con cui ha provato soltanto pochi attimi prima. Ad apertura Tiziana Lodato si è dedicata a Sciascia, Anna Marchesini a Verga e Mariella Lo Giudice a Ugo Chiti. Serena Dandini va a braccio, legge Strehler e chiama in campo il direttore artistico Andrea Camilleri, salutato come «il presidente del Consiglio… dei teatri». Si ride, si ascolta dentro la sala dei Teatro Regina Margherita di Racalmuto; fuori sono rimasti in pochi, decimati dal freddo, ad indicarsi gli attori proiettati direttamente su un muro della facciata. Il teatro è bellissimo, i palchetti disegnati da Dionisio Sciascia, si ritorcono attorno ai divisori arabescati, dorature e velluti conducono al palco dove il sipario cremisi nasconde «I vespri siciliani» di Giuseppe Carta. Le poltrone in sala, eleganti, imbellettate, vuote sembrano aspettare spettatori fantasma: non c’è bisogno di scomodare Pirandello per notare la situazione paradossale. Il pubblico batte i denti fuori, gli attori sono un po’ spaesati dentro, la stampa occupa i palchetti, c’è qualcuno anche nel loggione, Camilleri segue sornione dal palco di proscenio, e interviene qua e là, solleticato da Annalisa Spiezie. La festa è iniziata a piazza Castello (e lì finirà sotto i fuochi d’artificio) in un tripudio di giocolieri, mangiatori di fuoco, angeli volanti e dame (le Muse) sui trampoli che conduce il pubblico – numeroso, diminuirà col passare delle ore – verso il teatro che, vedi caso o strategia, dà proprio su via Leonardo Sciascia. Convitato di pietra, dello scrittore si sente la mancanza anche se Camilleri ricorda che «ha accettato la direzione artistica per saldare il debito che mi legava a Leonardo». E aggiunge, «lui avrebbe preferito di certo i racalmutesi in sala, al posto delle autorità. Beh, l’importante è che questa sala ridiventi una spugna di suoni e di parole». Non sembra molto d’accordo all’idea di spostare la festa su un livello “virtuale”, ma accetta una soluzione dettata dal bisogno, lui stesso parla di «problemi tecnici e burocratici che hanno impedito l’uso della sala». Davanti al portone del teatro, siciliani tra i siciliani, ecco il sindaco Gigi Restivo e l’assessore regionale Fabio Granata: resteranno fuori per tutto il tempo, rinforzando la decisione di non dividere la città «in buoni e cattivi, eletti e non eletti». In tanti hanno potuto assistere e, a spettacolo finito, qualcuno si è persino riversato all’interno, magari solo per un’occhiatina. Nei prossimi giorni, completati i percorsi burocratici, il teatro sarà definitivamente consegnato a Racalmuto che potrà coccolarselo a dovere.

Simonetta Trovato – Giornale di Sicilia, 16.2.2003

Egregio Direttore,

sarebbe stata un’ “idea” quella di inaugurare, dopo quarant’anni di chiusura, la riapertura del Teatro Margherita di Racalmuto con la sala vuota, è stata definita “pirandelliana”, invece ha messo a nudo semplicemente l’incapacità da parte degli organizzatori a gestire l’evento. “Il pubblico è fuori, morto dal freddo, e sul palco c’è questo idiota qui che ha l’arroganza di parlare alle poltrone vuote” ha detto coraggiosamente Gigi Burruano. Tutto questo avveniva venerdì 14 febbraio 2003, a soli tre giorni dalla “storica” visita del Presidente della Repubblica, di passaggio a Racalmuto per una preinaugurazione a porte chiuse del Teatro. E’ un vero peccato per Racalmuto avere trascinato nella magra figura nomi come Camilleri, Di Pasquale, Cavallaro, Giambrone, attori come Anna Marchesini, Serena Dandini, Tiziana Lodato, Mariella Lo Giudice, Gigi Burruano, il maestro Caruso e financo l’assessore regionale alla Cultura Fabio Granata. E’ vero che su tutto questo, il celebre scrittore Andrea Camilleri, direttore artistico del Teatro Margherita, ci ha scherzato su. Lui babbìa. Ma i racalmutesi credo non siano d’accordo. Anzi, visto che pagano le tasse,vorrebbero sapere quanto è costato questo babbìo per una falsa e farsesca inaugurazione . La cantante Raina Kabaiwansca (invitata, come gli altri artisti del resto, gratis o a pagamento per una sala vuota?) dinanzi alla sala vuota si è rifiutata di cantare. Non solo, ma, colpo di scena!, i previsti spettacoli a pagamento su prenotazione di sabato 15 e domenica 16 febbraio, cioè all’indomani dell’inaugurazione a porte chiuse, non hanno avuto luogo a causa della mancata agibilità definitiva. Se non è stata leggerezza degli organizzatori, cosa sarà stato mai? E che cosa è venuto ad inaugurare allora il Presidente della Repubblica? I mezzi di informazione hanno dato la notizia della “non apertura” senza alcuno scandalo, senza alcuna critica, senza alcuno sprone. Dunque, abbiamo scherzato! Chissà cosa avrebbe scritto Sciascia. Camilleri si è rammaricato che ben 250 teatri rimangono ancora chiusi in Italia eppure per quello di Racalmuto ha detto: “E la nave va, è partita!”. Oltre il danno, la beffa. Capisco che lui, di Porto Empedocle, di navi se ne intende, ma non è generoso far credere ai terrigeni racalmutesi, e non solo a loro, di veleggiare sul mare dello spettacolo e della cultura con una nave ferma ammirata per giunta dalla banchina ovvero con un teatro chiuso. Chiuso, nonostante le strombazzate e costose pluricerimonie di apertura. Altrimenti finisce che, col solito sofisma “alla siciliana”, tra una nave ferma e una in movimento non c’è proprio differenza. Con un particolare: il biglietto, in un modo o nell’altro, finisce che lo paghiamo sempre.

Piero Carbone – Racalmuto

Aperto il teatro dell’assurdo

La rivoluzione del teatro operata dall’agrigentino Luigi Pirandello era arrivata a concepire sei personaggi in cerca d’autore, ora a inventare attori e orchestra che si esibiscono davanti ad una platea vuota, non per mancanza ma per eccesso di pubblico, ci hanno pensato in provincia di Agrigento, all’inaugurazione del Teatro Margherita diretto da Andrea Camilleri nella Racalmuto di Leonardo Sciascia. La versione ufficiale propone una strana concezione della democrazia: o tutti o nessuno. E poiché il teatro appena restaurato non poteva contenere un’intera cittadinanza, con l’aggiunta degli ospiti, si è scelto di fare esibire attori, suonatori e cantanti davanti alle poltrone vuote. Il pubblico stava altrove, all’esterno davanti ad uno schermo, a godersi le immagini riprese da un solerte epigono del pirandelliano Serafino Gubbio operatore. Avanguardia dell’avanguardia? Recita al vuoto? La solitudine delle maschere? Una trovata comica? Oppure una pietosa bugia? Certo è che la soluzione ha tutta l’apparenza di una involontaria parodia autopunitiva per i proclami, per l’enfasi data all’avvenimento, per aver scomodato tante personalità, compreso il presidente Ciampi, tante glorie e tanti ricordi. Uno spiritello maligno si è vendicato rendendo inagibile il teatro. Ed è finita in una sorta di commedia dell’assurdo. Del resto quando ci si affida ad un geniaccio come Camilleri tutto è possibile. Non è stato lui a scrivere «Il birraio di Preston»? Un romanzo in cui per una recita succede di tutto. La differenza è che ieri l’azione non si svolgeva nella Vigàta immaginaria dello scrittore, ma nella Racalmuto reale.

Salvatore Scalia – La Sicilia, 15.2.2003

Comincia il primo atto. Con «giallo»

Giallo a Racalmuto. Ma, per fortuna, sono tutti allegri e in salute. Anche Andrea Camilleri che, nonostante l’indisposizione dei giorni scorsi, è raggiante direttore artistico. Ci tiene al suo ruolo, per il significato morale di riaprire il teatro definito da Leonardo Sciascia «il più bel teatro della mia vita». E’ giallo a Regalpetra, naturalmente. Il “maestro” docet. All’ultimo momento si è deciso infatti di non far entrare pubblico in sala e di collocare due maxischermi nella piazza antistante il teatro. Per tutto il pomeriggio si è parlato di inagibilità, di improvviso alt della Prefettura. Niente di tutto questo, assicurano la Fondazione Teatro Regina Margherita, il sindaco, il direttore artistico Andrea Camilleri. Né sono pervenute comunicazioni ufficiali di quel tipo. E’ pur vero che giovedì durante le prove è scoppiato un tubo dell’impianto di riscaldamento e, per precauzione, si è deciso di non far accedere pubblico in platea. Manca l’agibilità definitiva e ufficiale, è vero, ma questo accade tante volte. E’ accaduto per esempio per il Massimo di Palermo. Il sindaco Luigi Restivo aveva facoltà di ricorrere ad un’agibilità provvisoria ma ha preferito rinunciare. Per prudenza, dopo il piccolo inconveniente, ed anche perché tutti i cittadini fossero alla pari. Cittadini, diverse centinaia – nonostante la serata di San Valentino – e autorità sono fuori al freddo, dopo essersi scaldati in piazza Castello con i fuochi dei giocolieri, le ballerine sui trampoli, le percussioni: sono fuori davanti allo schermo mentre restano vuote le 350 poltrone. «E’ stata una grande soddisfazione arrivare a questo. Abbiamo sentito – dice il sindaco Luigi Restivo – da parte di tutta la cittadinanza la voglia di partecipare: per questo ci è sembrato doveroso orientarci sulla soluzione dei maxischermi». Conferma Giuseppe Dipasquale, vice di Camilleri: «Con tutti gli organi competenti stiamo andando a perfezionare gli ultimi problemi formali». Comunque stasera non ci sarà il recital di Vincenzo La Scola ma è confermato il concerto mattutino nel foyer del Coro polifonico Terzo Millennio. La sala è uno splendido gioiellino. Nell’edificio progettato da Dionisio Sciascia, allievo del Basile, i palchi splendono di stucchi dorati, fra lucidi velluti, sotto la volta affrescata. Chi scrive ricorda come venti anni fa qui fosse un teatro di fantasmi in preda a ragnatele e muffa. La folla preme alle spalle del giovane sindaco Restivo e del giovane assessore regionale ai Beni culturali Fabio Granata, al fatidico taglio del nastro. Un momento di silenzio, qualche piccolo intoppo tecnico con il microfono dello speaker Egidio Terrana. Poi via con la musica e il Teatro Regina Margherita di Racalmuto, classe 1880, è ufficialmente riaperto, più giovane e splendente di prima. Che emozione sentire al microfono le parole del maestro di Regalpetra: «Ho visto la rovina di quel luogo che ricordavo splendido…». E splendido ora è di nuovo. Sciascia (statua di bronzo) passeggia su corso Garibaldi fra i racalmutesi che corrono a vedere. A passi felpati s’avvia anche lui verso il piccolo gioiello rinato. Lo spettacolo comincia con Annalisa Spiezie che cede il microfono a un Camilleri molto emozionato. Poi, seduto in un palco, il papà di Montalbano contempla la sala e alla nostra osservazione che molti giovani racalmutesi ci hanno confessato di non essere mai entrati in un teatro, risponde: «Sa, la passione per il teatro poi viene e, quando viene, rimane. Il teatro comunque è un gran luogo d’incontro laico e civile, non è detto che possa ospitare solo spettacoli teatrali. Leonardo era attaccatissimo a questo suo teatro. Io non lo conoscevo. Ora che lo conosco, ne capisco le ragioni. Ho accettato di fare il direttore artistico per pagare in parte i debiti, che tutti abbiamo, nei riguardi di Leonardo Sciascia». Ma la cosa alla quale Camilleri tiene molto è non tanto il cartellone che dev’essere comunque «non elitario e non troppo popolare, bensì la scuola di mestieri teatrali che può dare un futuro a tanti giovani, non solo qui, a Racalmuto, ma anche presso altri teatri». La folla resiste al freddo e vede sfilare sullo schermo una scollatissima Tiziana Lodato di bianco vestita, che recita “E venne il cinematografo” di Sciascia, Anna Marchesini pimpante come sempre che si cimenta con “Le marionette parlanti” di Verga: fra un numero e l’altro l’orchestra Franco Ferrara diretta dal maestro Carmelo Caruso esegue arie di opere popolari come “La Traviata”. Tocca poi a Serena Dandini leggere una pagina di Strehler sul mestiere del teatro «il più disperato del mondo». In una spiritosa conversazione a due con Camilleri, la direttrice dell’Ambra Jovinelli si complimenta per la sua nomina a cavaliere lamentando che però non sia lui presidente del Consiglio. Assenti Ida Carrara e Guglielmo Ferro che saranno qui il 2 marzo con “La chiave dell’ascensore” di Agota Christoff. Dà forfait Raina Kabaivanska («non mi esibisco in un teatro vuoto»). Quindi una Mariella Lo Giudice di grande vigore in “Kirie” e un Gigi Burruano applauditissimo con passi dalla pirandelliana “Sagra del Signore della nave”. Poi tutti in piazza Castello per la festa di chiusura.

Maria Lombardo

«Musica e prosa Il nostro teatro è polivalente»

Il vicedirettore artistico del Regina Margherita traccia le linee della stagione

Ad illustrarci le linee progettuali del cartellone che saluta la riapertura del teatro è stato il regista e vicedirettore artistico del Teatro Regina Margherita, Giuseppe Dipasquale. «Trovare – ha detto – a metà della tradizionale stagione teatrale, delle Compagnie e degli artisti disponibili, è stato un vero miracolo. Anche perché volevamo allestire un cartellone che in qualche modo corrispondesse alle linee artistiche e progettuali già tracciate. Avevamo una linea precisa: la scelta di spettacoli non casuali, che comprendessero, nell’insieme dell’evento, la musica e la prosa; una forte presenza femminile come protagonista; la caratteristica di interpreti che «soli» contribuissero con la loro presenza a creare un teatro per tutti. Siamo riusciti ad allestire un cartellone con diversi prestigiosi appuntamenti e con nomi che ci lusinghiamo di ospitare». Perchè la scelta precisa di un cartellone basato su prosa e musica? «E’ già un segno di quello che nel futuro Andrea Camilleri, io, e lo stesso Consiglio di Amministrazione della Fondazione, vogliamo lanciare per il Teatro Regina Margherita: un Teatro polivalente». Scendiamo nel dettaglio dei maggiori appuntamenti… «Il primo, quello di ieri sera che doveva segnare l’inaugurazione della stagione è saltato per motivi personali del tenore Vincenzo La Scola. L’artista avrebbe dovuto cantare celebri melodie accompagnato dal chitarrista agrigentino Tom Sinatra, raccontando anche l’Opera al pubblico». Ha parlato della scelta di forti presenze femminili… «Sono tre gli spettacoli che vanno segnalati e che vedranno impegnate sole sul palcoscenico tre attrici che ci stanno particolarmente a cuore: Ida Carrara, che il 2 marzo presenterà «La chiave dell’ascensore» di Agota Kristoff, con la regia di Guglielmo Ferro. Questa vuole essere anche una testimonianza di affetto al grande e indimenticato Turi Ferro, che successivamente, l’11 e 12 aprile, rinnoveremo con «Experientia», uno spettacolo musicale fatto di nuovi arrangiamenti delle musiche che Massimiliano Pace scrisse per gli ultimi spettacoli di Turi Ferro. Durante le esecuzioni verranno proiettati spezzoni di alcune tra le più celebri interpretazioni del grande attore catanese scomparso. Altro spettacolo che vedrà impegnata «sola» un’attrice sul palco è «Kirie» di Ugo Chiti, che il 10 marzo, con la regia di Federico Magnano di San Lio, vedrà protagonista Mariella Lo Giudice. Il 27 aprile, Anita Bartolucci in «Clitennestra» di Marguerite Yourcenar, con la regia di Maria Luisa Bigai». Ci sarà anche Fabrizio Bentivoglio in uno spettacolo un po’ particolare… «Si tratta di uno spettacolo e di un’altra presenza artistica alla quale teniamo molto. Fabrizio Bentivoglio sarà protagonista, il 23 marzo, assieme al Quintetto «Musicanormale», una formazione che comprende alcuni musicisti degli «Avion Travel», in un concerto-recital durante il quale presenterà, commentandole musicalmente, delle immagini del suo film-documentario «Talagarite Tipota»». Due spettacoli avranno la sua regia. «Uno è la ripresa, il 3 e 4 maggio, in forma completa e in un teatro al chiuso, di una mia regia di una decina di anni addietro, «Recitazione della controversia liparitana» di Leonardo Sciascia, che sarà una coproduzione della Fondazione Teatro Regina Margherita e Fondazione «Leonardo Sciascia»; l’altro è «Un canto da lontano. Tango e Borges», con Pietro Montandon e Barbara Tabita, che verrà presentato il 5 aprile. Poi ci sarà un ciclo di serate dedicate a Leonardo Sciascia su «Le parrocchie di Regalpetra», che vedranno impegnati Giulio Brogi, Pino Micol, Luigi Maria Burruano ed altri». Altri spettacoli… «Ci sarà «Derive», con Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini, il 15 marzo; due spettacoli dedicati ai giovani comici: «La fattoria dei comici», il 22 marzo, una produzione del Teatro Ambra Jovinelli diretto da Serena Dandini, e, il 15 e 16 aprile, «Cari E..stinti» dei tre giovani comici catanesi Mimmo Mignemi, Angelo Tosto e Riccardo Tarci, spettacolo che parla, satiricamente, della morte dell’attore».

Pippo Ardini -

L’ipoteca di Sciascia

ll programma c’è già: un teatro di idee

Quando Sciascia parlava di teatro, parlava del suo teatro. Parlava, cioè, del teatro di Racalmuto di cui festeggiamo il restauro e che fu, per lui adolescente, il tempio in cui officiare la sua conversione all’arte e, insieme, una finestra sul mondo che si apriva – traboccante d’idee e sgargiante di rutilanti scenari – oltre il cuore assolato e desolato dell’isola. E parlava del teatro che su quella ribalta aveva visto, delle traviate e delle arie del continente e dei berretti a sonagli, dei Sardou o dei Feydeau o dei Williams, che rappresentano non solo la tradizione (che Sciascia amava di per sé, diffidando delle avanguardie) ma la grammatica stessa del teatro, le sue strutture portanti, di là dalle quali non v’è che il vuoto. Quando Sciascia parlava di teatro, quella parola si arricchiva perciò di implicazioni, e quella scena si animava di personaggi, che provenivano dalle più remote ed eterogenee latitudini, così come le idealità morali e le elaborazioni intellettuali – più o meno, tutte quelle che hanno fondato e alimentato la civiltà moderna – che egli incarnava, dotandole di carne e sangue e nervi, nei suoi romanzi, nei suoi “gialli” in cui sono appunto le idee e le opinioni ad animarsi e ad entrare in conflitto, ad assumersi il ruolo di personaggi, e nel suo teatro che è per l’appunto teatro d’idee, scena cruenta dell’inquisizione e sacrificale altare della verità. Di tutto questo, di quest’ipoteca gravosa ma esaltante, terrà sicuramente conto chi metterà mano al futuro, ai programmi, alle scelte, di questo teatro ritrovato; e in tal modo questo teatro, così come Sciascia negli anni ’60 e ’70 diede un decisivo contributo – di testi e d’idee – al Teatro Stabile di Catania, caratterizzandolo nel duplice segno dell’impegno civile e del rapporto forte con la letteratura, ora nel segno di Sciascia potrà modestamente cooperare alla ripresa del teatro italiano, che proprio d’una crisi d’idee patisce e langue. Camilleri, e non solo per il prestigio internazionale che ormai lo circonda ma per più tenaci e segrete ragioni, di affinità antropologiche e letterarie, è l’uomo giusto per questa piccola grande impresa; per parte mia al saluto e agli auspici vorrei affiancare, concludendo, un ricordo: novembre 1989, la straziante agonia dello scrittore, la contemporanea messinscena allo Stabile di Catania d’un suo atto unico, Quando non arrivarono i nostri, un divertissement esilarante e tuttavia dal retrogusto amaro che irrideva all’eterno trasformismo isolano, impersonato nei soci gretti e vaniloquenti del circolo d’un paese dell’interno; a quell’apologo fui io ad aver l’onore di collaborare, e fui io a portargli la notizia del successo, forse ad allietare con un sorriso quei giorni terribili.

Antonio Di Grado

Il teatro di Racalmuto riapre. All´aperto

Troppi spettatori per la prima. E Camilleri escogita una soluzione pirandelliana

Troppi mugugni, troppi sguardi torvi, troppa tensione. Andrea Camilleri in questi giorni ha fiutato una brutta aria per le strade di Racalmuto. «Non mi piace per niente: vedo guai in arrivo», ha pensato tra sé e sé. Quel teatro così piccolo, che tornava a vivere dopo quarant´anni di abbandono, e quella folla così enorme di invitati e di “paesani” che non voleva perdersi l´inaugurazione, erano una miccia accesa. E ha fatto sicuramente gli scongiuri ricordando il suo “Birraio di Preston”, in cui una concatenazione di guai inizia proprio da una controversa prima teatrale. Si è consultato con i suoi collaboratori e ha deciso: l´orchestra suonerà sul palco e gli spettatori seguiranno il concerto da fuori, su due maxischermi installati davanti al teatro e di fronte alla scalinata di Maria Santissima del Monte. Una soluzione pirandelliana che ha disinnescato malcontenti e polemiche. Così il sipario del teatro Regina Margherita, tanto caro a Leonardo Sciascia, ieri alle 20 si è alzato davanti al vuoto; e i primi spettatori hanno assistito a una inaugurazione davvero virtuale. Un rientro alquanto bizzarro nel circuito culturale regionale del gioiello progettato e costruito dall´architetto Dionisio Sciascia, allievo di Basile, tra il 1870 e il 1880. Ma quando di mezzo c´è Camilleri, e le ombre di Sciascia e Pirandello, il minimo che possa capitare è che la routine si trasformi in evento e la cronaca in un´opera letteraria che si scrive da sola. L´autore di Montalbano ride di gusto per questi contrattempi: «No, per carità, lasciamo perdere “Il Birrario di Preston”: è troppo iettatorio. Se proprio debbo fare un´analogia con una mia opera diciamo che la vicenda mi ricorda “La Concessione del telefono”. Lì non c´è alcun teatro, ma equivoci e disguidi a catena, che raffigurano lo strapotere della burocrazia». «Nel mio libro un innocente viene spinto in galera da una montagna di carte – continua Camilleri, che del teatro di Racalmuto è direttore artistico – documenti che si perdono e si ritrovano, il diavolo che ci mette la coda. Qui gli intralci ci costringono a una prima inusuale. Meglio così: abbiamo nel contempo un´inaugurazione reale dentro il teatro e virtuale fuori. Possiamo dire che il Margherita è davvero un teatro post moderno». Ride ancora lo scrittore. Scarica l´adrenalina accumulata da quando è sceso in Sicilia per seguire tutta la macchina organizzativa: l´agibilità negata per il loggione, la ressa per gli inviti, gli ospiti da ricevere, qualche acciacco fisico che lo fa soffrire, il soprano Raina Kabaivanska che si rifiuta di cantare nel teatro vuoto, il secondo spettacolo con il tenore Vincenzo La Scola, previsto per stasera, che viene rinviato a tempi migliori. Il nervosismo ha scandito le giornate monotone di Racalmuto. Nemmeno la visita di Ciampi e di donna Franca hanno arginato i malumori. Sussurri, grida e tanto disappunto dei cittadini per una serata a inviti che li espropriava del loro teatro. «Ci siamo trovati a mal partito – dice il regista Giuseppe Di Pasquale, braccio destro di Camilleri – Duemila richieste per assistere al concerto della filarmonica del maestro Franco Ferrara, di fronte a soli 300 posti. Tutto il paese, in coda, ha cominciato a mugugnare. Poi è passato al boato. E, prima che arrivasse la catastrofe, il direttore ha preso la saggia decisione che ha evitato ogni discriminazione». La festa è cominciata alle 18,30 con lo show di angeli e diavoli danzanti sui trampoli. Alle 20, un angelo acrobata è sceso dal cielo e ha offerto al sindaco Gigi Restivo le forbici per tagliare il nastro, mentre dal tetto del Margherita si innalzavano i giochi pirotecnici. La folla festante ha applaudito. «La gente – dice il sindaco – ha apprezzato gli sforzi fatti per garantire la riapertura. Racalmuto si stringe intorno al suo teatro ritrovato. E noi ce la metteremo tutta per non deluderla». Esprime gioia anche l´assessore ai Beni Culturali Fabio Granata. Aldo Scimè, vice presidente della Fondazione, che aveva lasciato il fronte dei preparativi per accompagnare il presidente Ciampi a Mozia, è arrivato in tempo per godersi le arie di Rossini, Bellini e Verdi eseguite dall´orchestra e gli attori che recitavano Verga, Sciascia e Pirandello. La gente con i cappotti in strada, con un occhio allo schermo e un altro al portone spalancato da dove si intravedeva il direttore di spalle. Il teatro che non c´è si è visto. Eccome.

Tano Gullo (ha collaborato Laura Nobile) – La Repubblica (ed. di Palermo), 15.2.2003

Racalmuto riapre il suo teatro

Dopo 40 anni riapre il teatro di Racalmuto, tanto amato dallo scrittore Leonardo Sciascia. L’inaugurazione è avvenuta ieri sera, ma senza la presenza del pubblico, costretto a restare fuori

Il sipario si è aperto nuovamente dopo 40 anni. Per tutto questo tempo il teatro Regina Margherita di Racalmuto era rimasto chiuso, senza poter accogliere al suo interno musiche ed amplificare armoniosamente storie da raccontare. Ieri sera la musica, l’arte, la cultura si è riappropriata [sic!, NdCFC] del suo spazio naturale. Gli stucchi e gli affreschi non sono più cascati come raccontava Sciascia, che di quel suo piccolo teatro era innamorato. Ad annunciare l’inaugurazione, fin dal primo pomeriggio, una grande festa organizzata tra le vie del centro di Racalmuto. All’interno del teatro è rimasto Andrea Camilleri che del Regina Margherita è direttore artistico. Gli occhi puntati sul palco, ad aspettare il movimento di quel velluto rosso che divide gli artisti dagli spettatori. Un Camilleri emozionato: “Io è da stasera che me ne sto qui a vedere cominciare a respirare questo teatro. Perché un teatro respira con le parole, con le musiche, con i suoni che sono propri del teatro. I teatri sono delle spugne che assorbono voce, rumori, suoni e memoria, che è cosa fondamentale”. All’interno del teatro c’erano solo giornalisti, addetti ai lavori e artisti. I racalmutesi non sono potuti entrare per un guasto all’impianto antincendio. Fuori, sfidando il freddo, hanno assistito grazie a due maxischermi alla rinascita del loro piccolo gioiello. Da oggi nella terra di Sciascia c’è una nuova storia da raccontare.

Gero Tedesco – TGS, 15.2.2003

Regina Margherita, si alza il sipario

Quarantott’ore di festa dopo quarant’anni d’attesa per riaprire il teatro caro a Sciascia

«Il privilegio di stare in palco mi metteva anche al riparo dagli sputi che provenivano dal loggione: che non erano di pura e semplice vastaseria, ma reazione di indignazione, di disprezzo verso i personaggi vili, traditori e crudeli che in nessun film mancavano». Leonardo Sciascia, Nanà Ciàcia tra paesani, ricordava così sull’Espresso a metà degli anni Ottanta il «suo» teatro, poi cinema, malinconicamente chiuso e dimenticato. Lo ricordava, ma già lavorava per farlo riaprire. Tra burocrazie e ritardi, non ha fatto in tempo a vedere riaccendere quelle luci. Ma stasera manderà di sicuro qualche amico. Perché oggi a Racalmuto riapre il Regina Margherita, dopo vent’anni lunghi di abbandono e vent’anni lenti di restauri, grazie anche all’impegno di alcuni quarantenni (le coincidenze…) che ci hanno voluto credere. Ci ha creduto e ci crede Gigi Restivo, sindaco da nove mesi del centrosinistra, che in questa nuova sfida (dopo la grande mostra su Robert Capa,aperta fino al 23) scommette mezzo futuro della sua comunità. Ci crede Fabio Granata, assessore regionale alla cultura del centrodestra,che ha messo da parte ogni logica di schieramento in nome di questo progetto. Ci crede pure Andrea Camilleri, marinìsi di successo, quarantenne un paio di volte, che su questa «linea ferrata» (come ama definirla) ha messo la sua firma di direttore dei lavori, quindi la sua faccia. Per il piacere di farlo e per fare un piacere a un vecchio amico. Come ci credono tanti «mezzi» quarantenni, cioè ragazzi e ragazze di Racalmuto – perlopiù studenti universitari – che da mesi lavorano di testa e di braccia, in regime di assoluto volontariato,per provare a darsi un futuro diverso dalla rassegnata emigrazione intellettuale di tanti coetanei. E succede allora che per qualche settimana Peppe Dipasquale, «picciotto» catanese di fiducia di Andrea, acchiana e scinni in treno da Roma a Palermo, da Palermo a Racalmuto (dell’aereo non si fida) e a colpi di telefonino mette insieme malgrado tutto un cartellone a stagione inoltrata, recuperando trai buchi delle tournée e gli spettacoli trascurati i pezzi della prima, ritrovata stagione del Teatro Regina Margherita, millennio terzo. Cartellone vario come si conviene ad un teatro di provincia, breve ma intrigante. E intrigante assai appare questo teatro, piccolissimo e bellissimo, sobrio e sontuoso negli affreschi e negli stucchi. Quasi geniale nelle colonnine “ergonomiche” dei due ordini di palchi, forse uniche al mondo, ondulate con sensuale razionalità sul finire dell’Ottocento dall’architetto Dionisio Sciascia (omonimo, non parente), allievo del Basile padre: perfette per restare comodi e godersi lo spettacolo. Per due giorni a Racalmuto faranno la fila per godersi in tanti questo piccolo teatro di trecento posti o poco più che, con tutta la buona volontà, non ce la può fare a contenere tutti. Ma ci sarà un stagione intera per priàrsene, si spera molte altre ancora con l’impegno di tutti. Non solo del Comune, della Regione e della Provincia, che stanno facendo la loro parte, ma anche e soprattutto dei cittadini, degli operatori culturali, dei giovani e delle forze imprenditoriali sane del territorio. Perché accanto agli sponsor nazionali che hanno assecondato a vario titolo la riapertura del teatro, c’è oggi una folta schiera di piccole imprese locali che, anche dai comuni vicini, segue con interesse e disponibilità questa nuova esperienza. Perché il teatro non è solo un luogo di svago e cultura, ma anche un segnale di rinascita civile e un’opportunità di lavoro per artisti, impiegati, maestranze, collaboratori, fornitori, commercianti, ristoranti, alberghi… Un teatro che funziona crea fiducia, porta benessere e restituisce dignità. Anche a chi di solito non va a teatro. E per oggi per la cerimonia inaugurale della riapertura di questo splendido teatro, ci saranno ospiti di primo piano a cominciare da Anna Marchesini conosciuta dal grande pubblico per le sue numerosissime performance in Rai e nelle reti Mediaset ed ancora Serena Dantini una giornalista che nel corso della sua lunga carriera ha sempre dimostrato la sua bravura nel condurre trasmissioni non facili. Tra gli ospiti anche Ida Carrara, Mariella Lo Giudice, Tiziana Lodato, la giornalista del Tg 5 Annalisa Spiezie, l’attore Luigi Maria Burruano che ha preso parte al serial Tv «Commissario Salvo Montalbano» con Luca Zingaretti. Poi è prevista l’esibizione della soprano Raina Kapainvasca e l’Orchestra sinfonica Ferrara diretta dal maestro Carmelo Caruso. Si andrà avanti almeno fino alla mezzanotte e gli artisti si esibiranno per venti minuti ciascuno. Ma già l’indomani, il 15 è prevista una Matinèè musicale con il Coro del Terzo Millennio di Racalmuto alle ore 9,30 proprio nel Foyer del Teatro «Regina Margherita». Un programma niente male per un appuntamento così tanto importante ed atteso da tutta la cittadinanza. «Abbiamo cercato di coinvolgere diversi artisti per questa cerimonia di apertura – dice il sindaco Gigi Restivo – perché penso che la giornata di oggi sia davvero storica. Difficilmente sarà scordata dai racalmutesi. Come direbbe Camilleri una città che possiede un teatro è una città viva». Già nelle prevendite dei tagliandi per il primo appuntamento di domani, inserito in cartellone, ci si accorge che c’è molto interesse, c’è la voglia della gente di vedere finalmente dal vivo e nel teatro tanto caro allo scrittore Leonardo Sciascia, spettacoli su spettacoli e il calendario stilato da Camilleri non è niente male. Oggi si parte. Ce ne ricorderemo, direbbe Nanà, di questa Ouverture.

G. R. – Sicilia, 14.2.2003

Musica e prosa: è rinato così a Racalmuto il teatro Regina Margherita.

La sala vuota, tutto fuori il pubblico a seguire lo spettacolo su due grandi schermi. Problemi di agibilità, ma non si è voluto rinviare l’inaugurazione. Una scelta sostenuta dal direttore artistico Andrea Camilleri. E la risposta della gente è stata corale, partecipata: una grande festa per Racalmuto, vissuta con entusiasmo e con gioia.

Bianca Cordaro – Sicilia, 14.2.2003

Il teatro di Racalmuto quarant’anni dopo

Dopo 40 anni riapre questa sera alle 20.30 il teatro Regina Margherita di Racalmuto. Due giorni di festa e una serata di gala con il direttore artistico Andrea Camilleri. Il teatro e’ gia’ stato visitato nei giorni scorsi dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. “Riaprire l’unico teatro di una cittadina e’ come rimettere a posto una strada ferrata in dissesto da quarant’anni” – scrive Andrea Camilleri nella brochure del Regina Margherita – per riconsentire l’arrivo di quella specie di fantastico treno spaziale che e’ il teatro.

La Repubblica 14.02.2003

Staffetta. Riapre dopo quarant’anni la sala di Racalmuto

Ci sono voluti quarant’anni per alzare di nuovo il sipario sul palcoscenico caro a Leonardo Sciascia: dopo un lungo restauro riapre il teatro Regina Margherita di Racalmuto, Agrigento. Negli anni ’80 Sciascia si impegnò perché il gioiello della sua città fosse salvato. Ma si sa come vanno queste cose. Gli onori di casa per l’inaugurazione (oggi e domani, doppia cerimonia) li fa un altro scrittore siciliano, Andrea Camilleri, neodirettore artistico: Montalbano indagherà anche sui ritardi?

Il Venerdì di La Repubblica 14.02.2003

Regina Margherita, si alza il sipario

Quarantott’ore di festa dopo quarant’anni d’attesa per riaprire il teatro caro a Sciascia

«Il privilegio di stare in palco mi metteva anche al riparo dagli sputi che provenivano dal loggione: che non erano di pura e semplice vastaseria, ma reazione di indignazione, di disprezzo verso i personaggi vili, traditori e crudeli che in nessun film mancavano». Leonardo Sciascia, Nanà Ciàcia tra paesani, ricordava così sull’Espresso a metà degli anni Ottanta il «suo» teatro, poi cinema, malinconicamente chiuso e dimenticato. Lo ricordava, ma già lavorava per farlo riaprire. Tra burocrazie e ritardi, non ha fatto in tempo a vedere riaccendere quelle luci. Ma stasera manderà di sicuro qualche amico. Perché oggi a Racalmuto riapre il Regina Margherita, dopo vent’anni lunghi di abbandono e vent’anni lenti di restauri, grazie anche all’impegno di alcuni quarantenni (le coincidenze…) che ci hanno voluto credere. Ci ha creduto e ci crede Gigi Restivo, sindaco da nove mesi del centrosinistra, che in questa nuova sfida (dopo la grande mostra su Robert Capa,aperta fino al 23) scommette mezzo futuro della sua comunità. Ci crede Fabio Granata, assessore regionale alla cultura del centrodestra,che ha messo da parte ogni logica di schieramento in nome di questo progetto. Ci crede pure Andrea Camilleri, marinìsi di successo, quarantenne un paio di volte, che su questa «linea ferrata» (come ama definirla) ha messo la sua firma di direttore dei lavori, quindi la sua faccia. Per il piacere di farlo e per fare un piacere a un vecchio amico. Come ci credono tanti «mezzi» quarantenni, cioè ragazzi e ragazze di Racalmuto – perlopiù studenti universitari – che da mesi lavorano di testa e di braccia, in regime di assoluto volontariato,per provare a darsi un futuro diverso dalla rassegnata emigrazione intellettuale di tanti coetanei. E succede allora che per qualche settimana Peppe Dipasquale, «picciotto» catanese di fiducia di Andrea, acchiana e scinni in treno da Roma a Palermo, da Palermo a Racalmuto (dell’aereo non si fida) e a colpi di telefonino mette insieme malgrado tutto un cartellone a stagione inoltrata, recuperando trai buchi delle tournée e gli spettacoli trascurati i pezzi della prima, ritrovata stagione del Teatro Regina Margherita,millennio terzo. Cartellone vario come si conviene ad un teatro di provincia, breve ma intrigante. E intrigante assai appare questo teatro, piccolissimo e bellissimo, sobrio e sontuoso negli affreschi e negli stucchi. Quasi geniale nelle colonnine “ergonomiche” dei due ordini di palchi, forse uniche al mondo, ondulate con sensuale razionalità sul finire dell’Ottocento dall’architetto Dionisio Sciascia (omonimo, non parente), allievo del Basile padre: perfette per restare comodi e godersi lo spettacolo. Per due giorni a Racalmuto faranno la fila per godersi in tanti questo piccolo teatro di trecento posti o poco più che, con tutta la buona volontà, non ce la può fare a contenere tutti. Ma ci sarà un stagione intera per priàrsene, si spera molte altre ancora con l’impegno di tutti. Non solo del Comune, della Regione e della Provincia, che stanno facendo la loro parte, ma anche e soprattutto dei cittadini, degli operatori culturali, dei giovani e delle forze imprenditoriali sane del territorio. Perché accanto agli sponsor nazionali che hanno assecondato a vario titolo la riapertura del teatro, c’è oggi una folta schiera di piccole imprese locali che, anche dai comuni vicini, segue con interesse e disponibilità questa nuova esperienza. Perché il teatro non è solo un luogo di svago e cultura, ma anche un segnale di rinascita civile e un’opportunità di lavoro per artisti, impiegati, maestranze, collaboratori, fornitori, commercianti, ristoranti, alberghi… Un teatro che funziona crea fiducia, porta benessere e restituisce dignità. Anche a chi di solito non va a teatro. E per oggi per la cerimonia inaugurale della riapertura di questo splendido teatro, ci saranno ospiti di primo piano a cominciare da Anna Marchesini conosciuta dal grande pubblico per le sue numerosissime performance in Rai e nelle reti Mediaset ed ancora Serena Dantini una giornalista che nel corso della sua lunga carriera ha sempre dimostrato la sua bravura nel condurre trasmissioni non facili. Tra gli ospiti anche Ida Carrara, Mariella Lo Giudice, Tiziana Lodato, la giornalista del Tg 5 Annalisa Spiezie, l’attore Luigi Maria Burruano che ha preso parte al serial Tv «Commissario Salvo Montalbano» con Luca Zingaretti. Poi è prevista l’esibizione della soprano Raina Kapainvasca e l’Orchestra sinfonica Ferrara diretta dal maestro Carmelo Caruso. Si andrà avanti almeno fino alla mezzanotte e gli artisti si esibiranno per venti minuti ciascuno. Ma già l’indomani, il 15 è prevista una Matinèè musicale con il Coro del Terzo Millennio di Racalmuto alle ore 9,30 proprio nel Foyer del Teatro «Regina Margherita». Un programma niente male per un appuntamento così tanto importante ed atteso da tutta la cittadinanza. «Abbiamo cercato di coinvolgere diversi artisti per questa cerimonia di apertura – dice il sindaco Gigi Restivo – perché penso che la giornata di oggi sia davvero storica. Difficilmente sarà scordata dai racalmutesi. Come direbbe Camilleri una città che possiede un teatro è una città viva». Già nelle prevendite dei tagliandi per il primo appuntamento di domani, inserito in cartellone, ci si accorge che c’è molto interesse, c’è la voglia della gente di vedere finalmente dal vivo e nel teatro tanto caro allo scrittore Leonardo Sciascia, spettacoli su spettacoli e il calendario stilato da Camilleri non è niente male. Oggi si parte. Ce ne ricorderemo, direbbe Nanà, di questa Ouverture.

G. R. – La Sicilia, 14.2.2003

Racalmuto Da oggi in vendita i ticket per l’apertura del teatro

La Fondazione del Teatro «Regina Margherita» di Racalmuto informa che da oggi saranno in vendita i biglietti per lo spettacolo del tenore Vincenzo La Scola, in programma sabato 15 febbraio, ed anche gli abbonamenti della stagione. I biglietti potranno essere acquistati direttamente presso un’agenzia locale ubicata in piazza Umberto I a Racalmuto, dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 20. Intanto, nei giorni scorsi è arrivato il parere favorevole per quanto riguarda il collaudo dei Vigili del Fuoco. Entro questa settimana arriverà al Teatro la Commissione di vigilanza sui pubblici spettacoli per il parere definitivo. Finalmente la struttura teatrale apre i battenti dopo che per ben due volte l’inaugurazione è stata posticipata per vari problemi legati proprio ai collaudi, soprattutto quelli statici. Per l’inaugurazione si spera sempre nella presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che è stato invitato direttamente dal direttore artistico del «Regina Margherita», Andrea Camilleri che già da qualche giorno è tornato a Porto Empedocle proprio per preparare al meglio l’inaugurazione. Dovrebbero arrivare come ospiti d’onore Anna Marchesini e Luca Zingaretti, il Commissario Salvo Montalbano della serie tv.

G. R. – La Sicilia, 11.2.2003

Il teatro ritrovato

Riapre il Margherita la sala amata da Sciascia Racalmuto fa festa per il gioiello ottocentesco

Leonardo Sciascia, in “Occhio di capra”, lo ricorda come «il più bel teatro della mia vita, incantevole di stucchi, ori, velluti, allegorie e luci». Poi, dopo il 1964 le luci si spensero per quarant´anni, venti dei quali trascorsi in un tormentatissimo restauro. Adesso il teatro Regina Margherita di Racalmuto, progettato da Dionisio Sciascia, allievo di Gian Battista Basile, sta per tornare alla luce dopo un lungo letargo. Il degrado è stato spazzato via da un atto d´amore dell´amministrazione comunale di Racalmuto guidata dal sindaco Gigi Restivo, insieme a una squadra di addetti ai lavori che ha preso a cuore il destino del teatro: Andrea Camilleri, innanzitutto, che ha accettato la direzione artistica, e, coadiuvato dal suo braccio destro, il regista Giuseppe Dipasquale, ha impaginato un cartellone che andrà avanti fino a giugno. E poi Francesco Giambrone, l´ex sovrintendente del Massimo, dall´anno scorso presidente dell´associazione Teatri aperti, che è entrato a far parte del consiglio di amministrazione del Margherita, insieme al progettista dei restauri, Antonio Foscari, e ai giornalisti Gaetano Savatteri e Felice Cavallaro. «Finalmente ci siamo – dice Restivo – Il teatro riapre come Fondazione, e con una programmazione completa. Ma il Margherita sarà anche scuola di mestieri teatrali, per rimettere in moto le maestranze locali, e patrocinerà un Premio di drammaturgia intitolato a Sciascia». Il sipario si apre il 14 febbraio, con una due giorni di manifestazioni che suonano come una vera e propria festa cittadina. Venerdì prossimo si comincia al tramonto, con un grande prologo, curato da Sandro Tranchina e Alfio Scuderi, che coinvolgerà il centro storico di Racalmuto fino all´ingresso del teatro. Da piazza Castello muoverà una parata con tamburi, figuranti, fuochi d´artificio sparati dal Margherita, e un angelo che calerà dall´alto per porgere al sindaco le forbici del tradizionale taglio del nastro. Alle 20.30 la serata di gala (a inviti) con un concerto dell´Orchestra filarmonica Franco Ferrara che eseguirà brani di Bellini, Rossini e Verdi. Andrea Camilleri farà gli onori di casa e accoglierà diversi nomi del teatro: Serena Dandini, Anna Marchesini, Gigi Burruano, Ida Carrara, Mariella Lo Giudice, Tiziana Lodato. «Riaprire l´unico teatro di una cittadina – commenta in una nota lo scrittore – è come rimettere a posto una strada ferrata in dissesto da quarant´anni per consentire l´arrivo di quella specie di fantastico treno spaziale che è il teatro». Il 15, invece, sarà la prima giornata aperta al pubblico. Di mattina, il coro polifonico Terzo Millennio eseguirà nel foyer del teatro un concerto di arie celebri, e alle 21, ci sarà il primo «vero» spettacolo: un recital di celebri melodie del tenore palermitano Vincenzo la Scola, accompagnato dal chitarrista agrigentino Tom Sinatra. La Scola proporrà canzoni classiche popolari come Torna a Surriento, Core ´ngrato, e canzoni tipiche spagnole come Amapola e Granada. (I biglietti sono già in vendita, informazioni allo 0922 942564). «Alternerò le canzoni al racconto di aneddoti del mondo dell´opera – dice emozionato La Scola – Sarà uno spettacolo popolare, come si addice a una festa di riapertura». Insomma, è tutto pronto: il Margherita, a sorpresa, potrebbe ricevere anche la visita del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che ha manifestato «interesse e compiacimento» per l´evento. Di certo c´è che riapre un piccolo gioiello di fine Ottocento di 350 posti, sala all´italiana, due ordini di palchi, loggione a ferro di cavallo, un ampio palcoscenico e fossa mistica. «È il primo impegno portato a termine con il concorso di Teatri Aperti – dice soddisfatto Francesco Giambrone – adesso tocca al cine-teatro Ideal di Lercara, a fine marzo, e al Garibaldi di Modica, entro fine aprile. Sono stati interamente restaurati, ormai siamo in dirittura d´arrivo».

«Intreccio di teatro e musica, per fare del Margherita un teatro polivalente, e spettacoli con una linea precisa: un protagonista unico, percorsi non del tutto commerciali e una presenza costante di interpreti femminili». Giuseppe Dipasquale ha stilato un cartellone di dodici appuntamenti, badando a legare musica e parole. Dopo la serata di Vincenzo La Scola, si comincia il 2 marzo con “La chiave dell´ascensore” di Agota Kristoff, con Ida Carrara. Il 10 marzo Mariella Lo Giudice interpreterà “Kirie” di Chiti. Il 22 marzo arriva “La fattoria dei comici”, una rassegna di comici del teatro Ambra Jovinelli di Roma, mentre il 23 Fabrizio Bentivoglio farà a Racalmuto la sua terza tappa siciliana, dopo Palermo e Catania, del suo film-concerto “Talagarife Tipota”, insieme agli Avion Travel. Dipasquale firma la regia di “Tango e Borges”, il 5 aprile, e de “La recitazione della controversia liparitana” di Sciascia. Ma c´è anche l´omaggio multimediale a Turi Ferro, “Experientia”, di Massimiliano Pace, autore delle musiche degli ultimi sei spettacoli del grande attore catanese. In appendice un ciclo di serate su “Le parrocchie di Regalpetra”, interpretate da Giulio Brogi, Pino Micol e Gigi Burruano. l.n.

Laura Nobile – La Repubblica (ed. di Palermo), 5.2.2003

Camilleri: “Omaggio a Sciascia”

L´INAUGURAZIONE. Lo scrittore sarà direttore artistico dell´antico teatro di Racalmuto, che riapre il 14 “Ho già pensato a un premio per nuovi testi dedicati al tema della giustizia”

ROMA – «Cammellè, quelli della mafia non sparano, si mettono seduti in prima fila e applaudono» disse Leonardo Sciascia al regista Andrea Camilleri che anni fa gli confidava scrupoli dirigendo le prove (poi interrotte) d´una riduzione de Il giorno della civetta. «Ora tento di sdebitarmi – dice Camilleri – L´impegno col teatro di Racalmuto m´ha fatto pensare a un Premio di Drammaturgia intitolato a lui sul tema della Giustizia, non circoscritto alla Sicilia, senza polemiche, solo sulla dolenzia di Sciascia». C´è un cartellone, il bando di concorso e la prospettiva di una Scuola di Mestieri Teatrali, nel carnet di Andrea Camilleri neo-direttore artistico del glorioso Teatro Regina Margherita di Racalmuto, vicino ad Agrigento e Caltanissetta, un teatro con 350 posti, ampio palcoscenico e golfo mistico sorto nel 1880 ai tempi delle miniere di zolfo, edificio convertito poi in cinema e chiuso dal 1964. Ora, col vice-direttore artistico Giuseppe Dipasquale, ha messo in piedi una stagione di rodaggio a base di “soli”, prosa mista a musica, annunciando un´apertura di due giorni, il 14-15 febbraio. «Chissà se prima, nel viaggio in Sicilia dal 10 al 12, il presidente Ciampi potrà fare una scappata. All´inaugurazione, dopo un gala con attori, personaggi e orchestra, ci sarà un recital che racconterà l´Opera. Tutto il paese entrerà e uscirà. Più avanti c´è la Carrara con Agota Kristoff, Rigillo, Fabrizio Bentivoglio, un omaggio a Turi Ferro, una Yourcenar, la Recitazione della controversia liparitana di Sciascia, e un ciclo su Le parrocchie di Regalpetra con Brogi, Micol e Burruano». Andrea Camilleri è un veterano pieno di ricordi. «Ricordo quando fui direttore dello Stabile delle Puglie a tu per tu con Randone, tra le mie regie il collaudo in Italia di Finale di partita di Beckett e il dittico pirandelliano dei Giganti e La favola del figlio cambiato, ricordo l´Accademia d´Arte Drammatica e il Dna del rigore, ricordo un testo strepitoso come Diario di un giudice di Dante Troisi che finì sotto processo negli anni ´60, ricordo un´intuizione di Rita Rusic che da “La mossa del cavallo” avrebbe fatto un western fine ’800…». Esclude un Montalbano teatrale: «Si legge meglio in tv, sentirlo respirare no. Invece farei tutto, per uno Zingaretti in scena. E vedrei bene Leo Gullotta a teatro con “La concessione del telefono”». E conclude ricordando la nonna che lo chiamava pizzipiturro, birichino.

Rodolfo Di Giammarco – La Repubblica, 5.2.2003

Alza il sipario il teatro di Sciascia

A Racalmuto riapre il Margherita sotto la direzione di Andrea Camilleri

Racalmuto torna a vivere il 14 febbraio, dopo un oblio durato quarant´anni, alla fine di un restauro ventennale fortemente voluto da Leonardo Sciascia e avviato, nel 1984, dall´architetto veneziano Antonio Foscari. Si chiama «Regina Margherita» ed è il teatro di Racalmuto, la cittadina dell´autore siciliano che, tra il 1870 e il 1880, celebrò una fase di prosperità anche attraverso quel piccolo, ma perfetto tempio dello spettacolo: 350 posti, due ordini di palchi, loggione a ferro di cavallo, ampio palcoscenico. Racconta Andrea Camilleri: «Una volta parlavo con Sciascia di una messa in scena del Giorno della civetta, gli chiesi come avrebbe reagito la mafia a uno spettacolo del genere. Magari ci ammazzano, dissi, e lui mi rispose “No, quelli sono vanagloriosi, si mettono in prima fila e sono contenti”. Poi domandai dove avremmo potuto mettere in piedi la rappresentazione e lui, subito, “Nel teatro di Racalmuto”. Non ne conoscevo l´esistenza, si scandalizzò moltissimo». Per Camilleri, che del Regina Margherita ha assunto la direzione artistica e infatti sarà anfitrione della serata inaugurale che prevede la partecipazione di Serena Dandini, Anna Marchesini, Luigi Maria Burruano, Mariella Lo Giudice, Tiziana Lodato, il nuovo impegno coincide con «il tentativo di pagare uno dei molti debiti che ho nei riguardi di Sciascia». Anche per questo si augura che all´atteso battesimo possa prendere parte il Presidente Ciampi, in Sicilia proprio in quei giorni. Annesso alla sede del Municipio, circondato dal giardino dell´ex-monastero di Santa Chiara, il teatro avrà anche una «Scuola dei Mestieri teatrali» e lancerà un concorso rivolto a giovani autori e scrittori chiamati a proporre opere drammaturgiche originali centrate sull´argomento giustizia perchè, spiega il neo-direttore artistico, «questo era uno dei punti di più forte dolenzia di Sciascia». Teatro, insomma, ma anche, come sostiene Gigi Restivo, il sindaco 35enne di Racalmuto, «una scommessa, la sfida che vuole riportare questa cittadina e la Sicilia nel flusso pulsante della vita nazionale, nel fiume della cultura che unisce e collega grandi e piccole città d´Europa e d´Italia». Basta pensare che, solo in Sicilia, sono 258 i teatri dai 150 ai 400 posti chiusi, dismessi, in attesa di diventare supermercati oppure cinema. Nel Margherita troveranno spazio, annuncia il regista e vice-direttore artistico Giuseppe Dipasquale, la lirica, la prosa, la «dichiarata e partigiana presenza femminile», le voci e i volti dei solisti. Potrebbe esserci spazio anche per un Montalbano in versione teatrale? Camilleri scuote la testa: «No, Montalbano va bene in tv, ma dal vivo, in palcoscenico, non lo reggerei». È con il cinema che Camilleri confessa di avere un conto aperto, un conto che non riguarda il fortunato commissario, ma gli fa tornare un episodio alla mente: «Ero stato contattato da Rita Rusic che voleva produrre La mossa del cavallo: all´inizio dell´incontro fui colpito dalle sue gambe, ma, man mano che il tempo passava e lei parlava di come avrebbe portato sullo schermo il racconto, trasformandolo in un grande western ambientato in Sicilia, la mia attenzione si spostò, affascinata, sempre più su, fino alla testa, al modo con cui ragionava».

Fulvia Caprara – La Stampa, 5.2.2003

 «Rendo a Sciascia il palcoscenico dove incontrava il suo paese»

L’intervista/Parla Andrea Camilleri, direttore artistico del rinnovato teatro Regina Margherita di Racalmuto

«COSA ci manca di più, oggi, di Leonardo Sciascia? L’uso della ragione. Abbiamo perso l’abitudine a questo utile esercizio». Andrea Camilleri accetta la direzione artistica del Teatro “Regina Margherita” di Racalmuto, il paese di Leonardo Sciascia, diecimila abitanti fra Agrigento e Caltanissetta. L’edificio riapre dopo quarant’anni di silenzio (i secondi venti impiegati per un lungo restauro) e lo scrittore di Montalbano dedica una frase-simbolo all’amico nel cui nome la rinnovata sala, il prossimo 14 febbraio, sarà inaugurata: «L’uso della ragione». Due sostantivi, un articolo e una preposizione per mettere avanti l’elemento discriminante di chi, nel corso di una vita di letteratura e impegno, non ha mai tradito il raziocinio come chiave interpretativa della storia, pubblica e privata. «E’ un debito, questo del teatro del suo paese, che a Sciascia andava pagato. Lui amava moltissimo il “Regina Margherita”. Ci aveva visto l’opera da bambino, con voci minori, ma anche qualche divo, e compagnie di prosa di rilievo. Lo definiva “il più bel teatro della mia vita”. Si impegnò personalmente per avviare i restauri dopo i danni procurati alle strutture dalla trasformazione della sala in cinematografo, avviata negli anni Trenta e divenuta definitiva nel dopoguerra. Il degrado era generale, il bel sipario, semidistrutto. Non ha visto, putroppo, l’ultimazione dei lavori. Per questo, quando sono stato chiamato, non mi sono tirato indietro. Leonardo me ne aveva parlato tante volte, del “suo” teatro, bisognava saldare il debito». Costruito fra il 1870 e il 1880, il teatro di Racalmuto – 350 posti, due ordini di palchi, un loggione a ferro di cavallo, golfo mistico per l’orchestra e un ampio palcoscenico – nacque come simbolo di stato delle famiglie ricche del paese, che derivavano potere e benessere dalle locali miniere di zolfo e dal lavoro di coloro che vi penavano. La realizzazione dell’edificio fu deliberata il 19 dicembre 1870 e il progetto fu affidato all’architetto Dionisio Sciascia, allievo della scuola di Filippo Basile, al quale si deve il Massimo di Palermo, concepito nello stesso periodo. La costruzione sarebbe dovuta durare un paio d’anni: occorse invece un decennio. Ma il teatro, alla fine, risultò assai bello, nel giardino dell’ex monastero di Santa Chiara, anticipatore delle armonie del Massimo palermitano, impreziosito dagli stucchi di Giuseppe Carta (autore anche del sipario, che raffigura i Vespri siciliani), nonché dotato di dodici scenari dipinti dal pittore Giuseppe Cavallaro. Camilleri conosce bene certe alchimie di provincia, l’orgoglio e l’accidia di una terra che è la sua, la volontà di riscatto che, in Sicilia, si scontra spesso con una complicata psicologia di razza. Sa che tra il dire e il fare, nella Trinacria leggendaria, corrono fiumi di tempo, ostacoli pesanti, burocrazie all’apparenza insormontabili. «Ma ci siamo – dice -, finalmente ci siamo. Sciascia era fissato con questo teatro, non tanto perché gli mancassero gli spettacoli, che poteva vedere altrove, quanto perché lo riteneva, per il suo paese, un insostituibile luogo di incontro, di discussione, di confronto fra le persone. In memoria di questa attenzione, innanzitutto antropologica e sociale, assieme ai cartelloni di musica e prosa che penserò, in collaborazione con il vice-direttore, Giuseppe Dipasquale, seguirò da vicino la neonata scuola dei Mestieri Teatrali, alla quale i giovani possono iscriversi fin da quest’anno. Non pensiamo di formare attori (se qualcuno mostrerà particolari attitudini, vedremo). Vogliamo creare maestranze professionalmente qualificate: macchinisti, sarte, tecnici, organizzatori, amministratori… Tre anni di studio con corsi semestrali. La sede della scuola è il teatro stesso». C’è inoltre un premio di drammaturgia destinato a scrittori under 40. Tema: la giustizia. «Mi auguro che i partecipanti pensino alla giustizia come a un valore assoluto e non si facciano condizionare da orizzonti solo o troppo siciliani. Sciascia è la testimonianza di come l’impegno civile possa diventare grande letteratura radicandosi in luoghi precisi, ma per travalicarli, per fare il discorso universale». Rubando a Sciascia qualche frase, riferita al periodo cinematografico del teatro di Racalmuto (Fatti diversi di storia letteraria e civile, 1989, Sellerio), ci rendiamo ben conto del soffio che rende oggettivo il localismo: «… per il cinema, il prezzo diventò unico, ma l’ordine di separazione tra gli spettatori persistette: gli artigiani continuarono ad andare in platea, la piccola borghesia impiegatizia e le donne nei palchi, i minatori e contadini in loggione. Ma – fatto del tutto nuovo – il loggione cominciò ad essere affollato anche da ragazzini; ragazzini che, ancora alle elementari, avevano cominciato il loro apprendistato artigiano e ostentavano mozziconi di sigarette, bestemmie ed oscenità – oscenità di cui non chiaro avevano significato -; età, la loro, in cui, ben dice un pedagogista, si hanno più parole che cose. E dalla funzione del cinema nel rivelar loro le cose bisogna, per allora, tenere un certo conto». E’ una visione di gente affascinata e “corrotta” dal divertimento, inconsapevole testimone del potere intrinseco del nuovo mezzo di comunicazione. Ma il teatro del paese si allarga comunque alla vocazione sociale, antica, del luogo Teatro. Tutto questo, come dice Camilleri, meritava l’omaggio di una rinascita. Dopo l’inaugurazione ufficiale del giorno di San Valentino («Sarà una festa con attori e pubblico, animazioni, cerimonie e l’ufficialità del caso»), il 15 prenderà il via il primo cartellone del nuovo corso: «Il tenore Vincenzo La Scola, siciliano, racconterà l’opera lirica interpretando arie celebri da melodrammi italiani. Ma accompagnato da un chitarrista. Anche la commistione fra genere colto e genere popolare fa parte del gioco. Il teatro di Racalmuto è giusto per il coro polifonico del paese e per qualche star che vorrà suonarci o cantarci, per la lingua siciliana come per i classici della drammaturgia mondiale». Viene in mente, chissà perché, il sapore forte di una famosa scena di Questa sera si recita a soggetto. Commistione fra generi, appunto, con una casa della provincia siciliana che fa da teatro. Pirandello mette in ballo femmine e soldati. E qualcuno, al pianoforte, suona la vampa verdiana del Trovatore.

Rita Sala – Il Messaggero, 5.2.2003

Teatro, ultimi collaudi

Racalmuto i tecnici hanno iniziato ieri le verifiche statiche

Ha avuto inizio ieri e si concluderà soltanto domani il collaudo statico del teatro «Regina Margherita» di Racalmuto. Sono arrivati i tecnici della Regione siciliana e della Sovrintendenza ai Beni culturali per verificare la struttura in vista dell’imminente apertura del teatro. «La prima giornata di collaudo è stata positiva – ha dichiarato il sindaco racalmutese Gigi Restivo – non dovrebbero esserci problemi particolari. Comunque basterà attendere ancora altri due giorni prima di tirare le somme». Subito dopo avere effettuato il collaudo statico spetterà alla Commissione di vigilanza sui pubblici spettacoli effettuare il sopralluogo definitivo prima dell’apertura del teatro, una struttura che è stata interessata da lavori di restauro che si sono protratti per oltre vent’anni. «Siamo ormai alle battute finali – ha continuato Restivo – i tecnici della Regione hanno avuto soltanto parole di elogio per i lavori realizzati. D’altronde non avevamo alcun dubbio visto che l’opera di restauro è stata effettuata seguendo tutte le disposizioni di legge. Per noi è essenziale comunque il visto di questo collaudo statico per potere aprire la struttura teatrale». A proposito dell’apertura del teatro non è stata ancora resa nota la data. Dipenderà molto dalla risposta che arriverà entro fine settimana da Roma. Prende sempre più corpo l’ipotesi che ad inaugurare il teatro tanto caro a Leonardo Sciascia possa essere il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Sull’argomento però il sindaco Restivo glissa ancora. «Non c’è nulla di ufficiale – ha continuato – ancora non è arrivata alcuna comunicazione. Certamente ci speriamo molto anche perché sarebbe un grande avvenimento riaprire il regina Margherita dopo oltre trent’anni ed alla presenza di Ciampi». Ricordiamo che nel 1995 quando riaprì il «Pirandello» di Agrigento intervenne per l’inaugurazione l’allora presidente della Repubblcia Oscar Luigi Scalfaro. Intanto ai primi del mese di febbraio a Racalmuto tornerà anche il Direttore artistico, lo scrittore empedoclino, Andrea Camilleri per mettere a punto la serata di gala con i vari ospiti che interverranno. Si tratta di uomini del mondo dello spettacolo di un certo richiamo e potrebbe anche intervenire Luca Zingaretti, che sembra essersi liberato dagli impegni di lavoro, che impersona il Commissario Salvo Montalbano, nato proprio dalla penna di Camilleri e che è uno degli attori italiani più amati dal pubblico. Della serata di gala farà parte anche Anna Marchesini. Una ex miss Italia farà da madrina della manifestazione.

Gaetano Ravanà – La Sicilia 30.01.2003

Camilleri: «Al via la stagione»

Racalmuto. Lo scrittore empedoclino Andrea Camilleri è stato ieri a Racalmuto per un sopralluogo al teatro «Regina Margherita» che verrà inaugurato, dopo un’opera di restauro ventennale, nel prossimo mese di febbraio. Camilleri è il direttore artistico della struttura teatrale ed ha già allestito il programma della stagione che avrà inizio a febbraio e si concluderà ad aprile. Lo scrittore è arrivato a Palazzo di città assieme al sindaco Gigi Restivo e con una troupe di Rai Trade che sta realizzando uno speciale sul personaggio Camilleri. Ha preso parte ad una seduta straordinaria del Consiglio comunale dove hanno preso la parola i diversi consiglieri, manifestando la loro soddisfazione per il fatto che lo scrittore abbia accettato la direzione del «Regina Margherita». Nel corso della seduta è stato osservato anche un minuto di raccoglimento in onore di Giuseppe Tornabene, 40 anni, di Racalmuto, deceduto quattro giorni fa a Reggio Emilia dove si trovava per lavoro mentre era impegnato in un cantiere. Infine Camilleri si è recato al teatro rimanendo soddisfatto del lavoro che è stato fatto. «Ho accettato subito e di buon grado la direzione artistica di questo teatro – ha detto Camilleri – è uno dei primi favori che restituisco al mio grande amico Leonardo Sciascia che era innamorato di questa struttura e ci teneva tantissimo. Lui mi ha sempre aiutato ogni qualvolta lo disturbavo per un suggerimento. Adesso arriva il difficile. Dobbiamo superare un test difficile che possiamo superare soltanto con le presenze nella varie iniziative. Il teatro incute timore ad entrare perché c’è un tappeto rosso, bisogna vestirsi in un certo modo; eppure il teatro è come una chiesa, una chiesa profana è una astronave, l’astronave più facile da capire perché ha un fascino diverso, particolare». «Il teatro – ha continuato lo scrittore empedoclino «padre» del celebre commissario Montalbano – fa crescere ognuno di noi perché a fine commedia ci si confronta con gli altri, si discute su quello che ha colpito molto e quello che ha colpito meno. Racalmuto è un paese che non morirà, muoiono i paesi dove non c’è un teatro».

Gaetano Ravanà – La Sicilia, 19.01.2003

Racalmuto alza il sipario

E’ pronto il programma della stagione teatrale 2003 del «Regina Margherita» di Racalmuto. Si comincia con «Giuro di dire la verità» con Sabina Guzzanti; si proseguirà con il concerto del tenore Vincenzo La Scola (che si è esibito per il concerto di Capodanno alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi), ed ancora «La chiave dell’ascensore» con Ida Carrara per la regia di Guglielmo Ferro; Concerto Fotogramma di Nicola Piovani, «Un omaggio a Turi Ferro» con il concerto multimediale di Massimiliano Pace denominato «Experienza», «La Controversia liparitiana» che è la prima produzione del teatro racalmutese per la regia di Gaetano De Pasquale. Slitta però nuovamente la riapertura dello stesso teatro prevista per sabato prossimo 18 febbraio. L’apertura della struttura, dopo una opera ventennale di ristrutturazione avverrà a metà febbraio forse per consentire al Presidente della Repubblica Ciampi, che il prossimo mese sarà ad Agrigento, di inaugurarlo così come avvenne per il teatro «Luigi Pirandello» di Agrigento nel 1995 alla presenza dell’allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Ma ufficialmente non c’è ancora nulla. Anzi il sindaco di Racalmuto, Gigì Restivo ha comunicato che lo slittamento della data di inaugurazione si è reso necessario per ultimare il look alla struttura teatrale e per consentire di organizzare al meglio la cerimonia di inaugurazione al quale interverrà naturalmente il direttore artistico, Andrea Camilleri, assieme ad altri artisti teatrali di primo piano del panorama italiano. Una piccola speranza per potere contare anche sulla presenza di Luca Zingaretti che interpreta per la tv il Commissario Salvo Montalbano nato proprio dalla penna di Camilleri. L’artista sabato prossimo non poteva esserci per impegni di lavoro. A giorni intanto partirà il primo corso di avviamento al teatro per tecnici, organizzatori, attori e maestranze teatrali, ma il fiore all’occhiello del teatro è rappresentato dal bandi di concorso premio di Drammaturgia dedicato alla memoria di Leonardo Sciascia. Per il vincitore la possibilità di mettere in scena al «Margherita» l’opera composta.

Gaetano Ravanà – La Sicilia,

Racalmuto, riapre il teatro

E’ ormai ufficiale: il 18 gennaio riaprirà dopo oltre un ventennio di lavori di restauro, il Teatro «Regina Margherita» di Racalmuto. Per l’occasione l’amministrazione comunale ha organizzato due giorni di manifestazioni. Per l’apertura del teatro è previsto alle ore 20.30 il concerto del’Orchestra «Paolo Ferrara» di Palermo composta da settanta elementi. Nel corso della serata sono previste numerose esibizioni a cominciare dalla cabarettista Francesca Reggiani per proseguire con la bravissima Anna Marchesini ed ancora Mario Scaccia e Serena Dandini. Hanno dato forfait sia Luca Zingaretti che Leo Gullotta, impegnati in riprese cinematografiche e quindi impossibilitati ad intervenire. Sarà invece presente, sia il 18 che il 19, il direttore artistico del teatro, lo scrittore empedoclino Andrea Camilleri. Per il 19 è previsto invece il concerto del soprano Ranya Kapaivaska che proporrà delle arie liriche. L’altro ieri, il sindaco di Racalmuto, Gigi Restivo, è volato a Roma nella casa capitolina di Camilleri per una riunione urgente del Consiglio di amministrazione del Teatro che risulta essere composto, oltre che dallo stesso primo cittadino, da Gaetano Savatteri del Tg 5, da Felice Cavallaro del «Corriere della Sera» e dall’ex sovrintendente al Teatro «Massimo» di Palermo, Francesco Giambrone. Vice direttore artistico è stato nominato il regista Giuseppe Dipasquale. Nel corso dei lavori, Camilleri ha presentato al sindaco il cartellone teatrale di questa stagione che avrà inizio il 3 febbraio per concludersi ad aprile. In tutto quindici appuntamenti.Si comincia con un grande nome, Sabina Guzzanti che metterà in scena la commedia «Io giuro di dire la verità». Tra gli altri appuntamenti di un certo interesse quello del 15 febbraio con il tenore Vincenzo La Scola .L’ultimo nodo da sciogliere riguarda quello degli abbonamenti. «Siamo indecisi – ha dichiarato il sindaco Restivo – molto probabilmente per questa prima stagione opteremo soltanto per lo sbigliettamento visto che non c’è più molto tempo». Il tagliando per la platea costerà 15 euro, per il palco 10, mentre per tutti coloro i quali hanno una età inferiore ai 26 anni il prezzo del tagliando sarà di appena 5 euro.

Gaetano Ravanà – La Sicilia, 9.1.2003

Racalmuto. Il 18 gennaio aprirà il «Regina Margherita»

Racalmuto. Superati i problemi legati all’impianto elettrico e di illuminazione, finalmente si inaugura il teatro «Regina Margherita» di Racalmuto. La notizia è stata comunicata direttamente dal sindaco Gigi Restivo che ha già programmato l’apertura ufficiale della struttura, dopo un intervento di restauro che si è protratto per oltre un ventennio, il prossimo 18 gennaio. Ma le manifestazioni per festeggiare degnamente la ricorrenza proseguiranno anche il 19 gennaio. Due giorni di festa alla quale parteciperà tutto il paese che attende con ansia l’apertura di un teatro storico visto che proprio dal «Regina Margherita» partì la carriera teatrale del cittadino più illustre Leonardo Sciascia. «Finalmente ogni problema è stato superato – ha dichiarato il vicesindaco Salvatore Sardo – e il teatro il 18 gennaio aprirà sul serio. Per Racalmuto e i racalmutesi sarà un grande giorno visto che da tempo attendiamo la riapertura di questa struttura che sicuramente ci potrà consentire di compiere un ulteriore passo in avanti verso quel sviluppo turistico a cui puntiamo». Direttore artistico del «Regina Margherita» è lo scrittore empedoclino Andrea Camilleri che ha già detto a chiare lettere di puntare al teatro amatoriale. Troveranno spazio nel cartellone che si sta compilando anche diverse compagnie teatrali siciliane. Per la due giorni di festeggiamenti, a Racalmuto ci sarà l’attore Luca Zingaretti, che interpreta Salvo Montalbano, il commissario di polizia più famoso d’Italia nato dalla penna dello stesso Camilleri ed ancora Gigi Proietti, Anna Marchesini e Leo Gullotta. A giorni si conoscerà anche il nome della madrina della manifestazione, quasi certamente una delle bellone del mondo dello spettacolo italiano. Inoltre, hanno assicurato la loro presenza sia il presidente della Regione Totò Cuffaro che l’assessore ai Beni culturali Fabio Granata ed è previsto un concerto dell’Orchestra Sinfonica Siciliana.

Gaetano Ravanà – La Sicilia, 29.12.2002

Il battesimo della Fondazione Teatro

Votato in Consiglio l’assetto del «Regina Margherita»

Adesso è ufficiale: a Racalmuto è nata la Fondazione del Teatro «Regina Margerita». Lo ha deciso all’unanimità il Consiglio comunale visto che è ormai imminente l’apertura della struttura teatrale dopo che per oltre un ventennio è stata interessata da lavori di restauro. Il 20 dicembre prossimo come è ampiamente risaputo, aprirà finalmente i battenti il «Regina Margherita» che da subito avrà anche la sua stagione teatrale. «Devo ringraziare tutti i consiglieri comunali che hanno mostrato buon senso – ha dichiarato il sindaco Gigi Restivo – avere votato la delibera dell’amministrazione comunale all’unanimità, mi rende particolarmente soddisfatto. Bisogna considerare che ad Agrigento malgrado da diversi anni il teatro Pirandello sia aperto, non è mai stata costituita la Fondazione». E’ davvero raggiante il primo cittadino racalmutese anche perché oltre all’istituzione della Fondazione del Teatro sono state approvate dal Consiglio comunale tutte le proposte dell’amministrazione attiva. «Infatti – ha continuato Restivo – è stato nominato direttore artistico lo scrittore empedoclino, Andrea Camilleri che già da alcuni mesi sta lavorando sodo, togliendo tempo alle sue opere di narrativa e saggistica, per allestire una stagione teatrale e soprattutto per la cerimonia di inaugurazione. Anche in questo caso voglio esprimere un mio personale ringraziamento all’opposizione che ha dimostrato di essere matura». Inoltre è stato approvato lo Statuto della Fondazione Teatro “Regina Margherita». Presidente è il sindaco che a giorni nominerà i quattro membri del consiglio d’amministrazione. Inoltre lo statuto prevede il coinvolgimento sia di soci pubblici che privati. Si guarda allo Stato, alla Regione Siciliana e alla Provincia, ma partiranno altri inviti a giorni e per quanto riguarda i privati potranno entrare a far parte del Consiglio d’amministrazione un membro per ogni imprenditore che aderirà. «In questo modo potremo potere avere sempre una sufficiente disponibilità finanziaria in modo da programmare sia la stagione teatrale – ha continuato ancora Restivo – sia altre iniziative collaterali». Infine il Consiglio comunale ha programmato di inserire nel bilancio di previsione, per dieci anni, la somma di 55 mila euro che verranno destinati alla Fondazione teatrale. «In questo modo c’è una somma di base – ha continuato ancora Restivo – adesso possiamo lavorare con serenità e definire il programma della cerimonia ufficiale». A tal proposito c’è da dire che nei prossimi giorni lo stesso Camilleri sarà in Sicilia visto che il 30 novembre andrà a ritirare il premio «Mondello» e subito dopo dovrebbe arrivare a Racalmuto per cercare di completare il programma dell’inaugurazione del teatro.

Gaetano Ravanà – La Sicilia, 24.11.2002

Il direttore è Camilleri

L’ormai prossima riapertura del teatro Regina Margherita di Racalmuto restituirà al piccolo paese in provincia di Agrigento, ma anche a tutta la Sicilia, un vero gioiello di arte e architettura. Il teatro, realizzato nella seconda metà dell’Ottocento dall’architetto Dionisio Sciascia, allievo del Basile, ricalca infatti, seppure in scala minore, il più celebre teatro Massimo di Palermo. E con il Massimo, purtroppo, anche il teatro di Racalmuto ha condiviso il triste primato della lunga chiusura. L’esterno imponente, di stile classicheggiante, le decorazioni a fresco della volta interna in cui i mesi dell’anno fanno da contorno al Carro dell’aurora, il sipario, con la spettacolare rappresentazione pittorica della rivolta dei Vespri siciliani ne fanno un monumento degno della massima attenzione. La stagione teatrale, messa a punto con il direttore artistico – l’incarico è stato affidato al noto scrittore agrigentino Andrea Camilleri – prenderà l’avvio nel prossimo mese di dicembre.

La Repubblica, ed. di Palermo, 7.11.2002

Racalmuto punta sul teatro

Due nuove produzioni per il Teatro “Regina Margherita” di Racalmuto. Dopo la “Controversia liparitiana” di Leonardo Sciascia, allestita e messa in scena a tempo di record dal laboratorio teatrale racalmutese, adesso sono in preparazione altri due spettacoli. Il primo è proprio di Andrea Camilleri che è il direttore artistico del “Regina Margherita”. Si tratta di: “La favola del figlio cambiato”, dedicata a Luigi Pirandello. La seconda produzione invece prenderà corpo subito dopo la stagione estiva. Verrà prodotta un’opera di Pirandello dal titolo: “La vita che ti diedi”, con Ida Carrara, vedova del grande attore e regista Turi Ferro. La produzione della “Favola del figlio cambiato” potrà contare su attori professionisti e non solo siciliani, alcuni dei quali debuttanti, che verranno fuori dal corso di recitazione che partirà a giugno e si protrarrà anche per tutto il mese di luglio. Tutte queste iniziative sono state rese note dopo che l’altro ieri nell’abitazione capitolina di Andrea Camilleri dove si è svolta la riunione del Consiglio d’amministrazione della Fondazione del Teatro di Racalmuto. Nel corso dei lavori è stata programmata anche la stagione estiva che si svolgerà al giardino del castello Chiaramontano che nel frattempo è interessato da alcuni lavori di sistemazione. Si comincia il 14 giugno con Vincenzo La Scola, uno dei tenori più amati in Italia tanto che si è esibito per il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, nell’ultimo concerto di Capodanno. Poi una serie di serate dedicate alle parrocchie di Regalpetra. Prevista l’esibizione del musicista Pino Ingrosso che fa parte dello staff di Nicola Piovani. Infine, spazio ai “salotti siciliani” con scrittori, poeti, letterati della Sicilia compresa una serata con Andrea Camilleri che discuterà con il pubblico delle sue opere. Si è anche discusso della prossima stagione del teatro “Regina Margherita” con grosse novità. Infatti, sarà dato molto spazio al ciclo più classico con commedie di Pirandello e Moliere, ma sono previste anche serate di musica anche lirica e di operetta. Camilleri ha già contattato tutti gli artisti che si alterneranno nella stagione 2003-2004.

Gaetano Ravanà – La Sicilia 23.05.2003

Foto di Maddalena